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D252E7E4-8349-4D5C-85E9-02F1921AF9FFPubblico con un certo orgoglio l’intervista ad una delle artiste che più amo nel panorama dell’ Arte Contemporanea Italiana. Non ci siamo ancora incontrati perché,anche lei, è una delle mie amiche di lockdown… La nostra chiacchierata è sempre fatta intorno alle mie quattro domande che per comodità di risposta sono state divise. Un’altra scelta inconsueta è quella di non apparire direttamente con un proprio ritratto, bensì con una propria opera… Rispettando la scelta, oggi diaologo con la visionaria Mariella Bettineschi.

ARTcure : Cara Mariella non nego una certa emozione nel procedere con questa intervista. Io e te non ci siamo mai incontrati, ti conosco di fama e il tuo lavoro credo sia da contemplare tra i più affascinanti della nostra era… Sei un artista intensa, colta e a mio avviso di immediata fascinazione. Ti andrebbe di raccontarmi come ha iniziato Mariella Bettineschi

Mariella Bettineschi : Caro Vincenzo, grazie per le tue parole di stima, fanno bene al cuore!

Ti racconto: ero una bambina chiusa, credo infelice. Ma i miei compagni mi chiedevano di disegnare per loro e questo mi dava gioia. Naturalmente non avevo nessuna consapevolezza delle mie capacità, ma un insegnante convinse mia madre a farmi studiare, diceva che avevo talento. E così fu. Il mio percorso è stato molto tradizionale, Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti.

ARTcure : Ripercorrendo la tua attività artistica si percepisce un forte legame con il passato. La “iniziazione” avviene quando tu, ancora ragazzina, ti trovi davanti ad un ritratto di Amedeo Modigliani e ne rimani molto colpita… Per dirla con le tue parole: “...mi dà un’emozione così grande, quasi erotica, da farmi capire che la mia vita sarà totalmente dedicata all’arte… A parte questo fondamentale episodio, c’è un artista, o più di uno, a cui sei legata particolarmente o che in qualche modo ti abbia influenzato più degli altri?

Mariella Bettineschi : La mia famiglia era povera, non c’erano immagini d’arte intorno a me. L’incontro, dentro l’Antologia di letteratura, in prima media, di un ritratto di Modigliani fu fulminante: gli occhi riempiti di azzurro mi presero completamente.

In realtà non ho un artista che sento maestro. Ho avuto amori: l’arte arcaica greca, Piero della Francesca, Duchamp, Fontana, Brancusi

ARTcure : Sin dall’inizio la tua carriera d’artista donna non è stata certamente in discesa… Hai avuto negli anni non pochi ostacoli…

Mariella Bettineschi : Forse per questo non ho maestri. Cercavo altro. Tutto ciò che avevo appreso apparteneva ad un sapere maschile.

Tutto, non solo l’arte.

Ti cito tre frasi che ti danno la temperatura del percorso che si trova a fare una artista donna:

“C’è un principio del Bene che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo; e un principio del Male che ha creato il caos, le tenebre e la donna.”  Pitagora

“Ho trovato più amara della morte la donna; il suo cuore è una trappola e una rete, le sue mani sono catene…ho trovato un uomo tra mille ma non ho trovato una donna tra tutte’. Ecclesiaste

“La donna è donna in virtù di un difetto, di una mancanza. Per questo deve vivere subordinata all’uomo”. Aristotele

Queste sono solo tre citazioni che puoi trovare a decine ne “Il secondo Sesso di Simone de Beauvoir.

I fondamentali stessi della nostra civiltà venivano da un pensiero ostile nei confronti delle donne, fortemente misogino.

Come costruire un’identità,un linguaggio, considerato il disprezzo con cui la donna veniva considerata?

Nei 10 anni post Accademia (1970-1980) ho lavorato per dimenticare tutto l’apprendimento precedente, trovare un piccolo sentiero e seguirlo con caparbia fiducia, in assoluta solitudine.

E’ stato necessario ripercorrere tutta la storia dell’arte per abbandonarla e costruire alfabeti nuovi, mettere in fila nuovi approcci, modalità, accettare una visione circolare capace di inglobare in una sola visione molte cose, anche contraddittorie, ma per questo vicine alla mia vita.

ARTcure : In questo momento storico siamo sospesi in una sorta di bolla temporale (e di grossa crisi economica) dovuta al recentissimo lockdown… Tu che sei donna di grande sensibilità ed esperienza come pensi sarà il futuro dell’arte (anche del mercato) post COVID-19?

Mariella Bettineschi : Questo è un momento molto difficile, ancora una volta l’arte, la cultura, la scuola, sono fuori dal dibattito politico. In Italia in particolare (che si vanta di avere il più grande Patrimonio Culturale del Mondo) dell’arte e degli artisti non interessa a nessuno, se non ad una piccola nicchia di persone. Il rischio è che molte gallerie, non abbastanza forti economicamente, chiudano.

ARTcure : Il tuo ultimo progetto iniziato nel 2008 (ancora in atto) è il terzo capitolo dei precedenti: La vestizione della sposa (1999) e Voyager (1999-2006) e lo hai chiamato L’Era successivaGià il titolo è sinonimo di progressività, una teoria di ritratti di donne, grandi icone dell’arte, a cui tu dai una seconda possibilità di vita, rendendole dei soggetti indipendenti. Una sorta di affrancamento, anche sociale, rispetto all’artista che le ha ritratte. Tu vai anche oltre questo affrancamento, raddoppiando i loro occhi ne liberi l’anima rendendole in qualche modo non solo individuo autonomo ma soprattutto donne libere… Questo progetto intimo crea in me profonda ammirazione, lo trovo ipnotico

Mariella Bettineschi : Il ciclo L’Era successiva nasce nel 2008, all’inizio della crisi mondiale che coinvolge le economie di molti paesi.

L’ambiente, la cultura, sono ancora una volta a rischio di sparizione.

Io segnalo questo rischio mettendo in primo piano Nature, Biblioteche (i luoghi stessi del vivere e del sapere), invase da presenze misteriose, vapori, gas, che cancellano il centro dell’immagine, lasciandone solo slabbrati contorni.  

Affido alle donne, capaci, oltre che a mettere al mondo il mondo, di salvarlo.

Raddoppio i loro occhi per segnalarne la capacità visionaria: vedere che ambiente, animali, vegetali, donne e uomini sono tutti collegati in un equilibrio molto fragile. Comprendere e rispettare questo equilibrio è entrare nell’era successiva

ARTcure : Alla fine della nostra chiacchierata, ti chiedo: cosa farà Mariella Bettineschi da grande? 

Mariella Bettineschi : Mi chiedi cosa farò da grande. Continuerò con la passione, la dedizione, la concentrazione che mi hanno sostenuto negli ultimi 50 anni.

Da pochi anni però qualcosa è successo: il mercato si sta accorgendo di noi, sta scoprendo quanto siamo brave e numerose,sparpagliate in tutto il mondo, con culture, storie diverse, ma piene di energia e capacità di esserci con linguaggi nuovi, nostri.

E questa è la grande novità. L’arte delle donne riempirà la terra!

Mariella Bettineschi, 4 giugno 2020

http://www.mariellabettineschi.com