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••• 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗼 𝗖𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗠𝗮𝗹𝘃𝗮𝘀𝗶𝗮 “𝗙𝗲𝗹𝘀𝗶𝗻𝗮 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲”
𝗩𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲’ 𝗽𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗯𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗲𝘀𝗶 ••• 𝗚𝗶𝗻𝗲𝘃𝗿𝗮 𝗖𝗮𝗻𝘁𝗼𝗳𝗼𝗹𝗶 (𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝟭𝟲𝟭𝟴-𝟭𝟲𝟳𝟮(?) 𝗴𝗶à 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗥𝗲𝗻𝗶 (𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮 𝟭𝟱𝟳𝟱-𝟭𝟲𝟰𝟮), “𝗗𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗧𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝘁𝗲”, 𝗰𝗮.𝟭𝟲𝟱𝟬,(𝗽𝗿𝗲𝘀𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗲𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗖𝗲𝗻𝗰𝗶)

••• 𝙞𝙡 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 : 𝕭𝖊𝖆𝖙𝖗𝖎𝖈𝖊 𝕮𝖊𝖓𝖈𝖎 (𝕽𝖔𝖒𝖆, 1577 – 1599)… Era l’11 settembre del 1599, a Roma c’era il sole,una giornata di fine estate.Un caldo impressionante colpiva la città eterna.Migliaia di romani si trascinavano verso 𝕮𝖆𝖘𝖙𝖊𝖑 𝕾𝖆𝖓𝖙’𝕬𝖓𝖌𝖊𝖑𝖔, li vicino stava per essere giustiziata una giovane accusata di parricidio: 𝕭𝖊𝖆𝖙𝖗𝖎𝖈𝖊 𝕮𝖊𝖓𝖈𝖎. Nata da una nobile e facoltosa famiglia romana, figlia del Conte Francesco Cenci ed Ersilia Santacroce, rimane orfana di madre a soli sette anni e nel giugno del 1584 si ritira nel Convento di suore francescane di Santa Croce in Montecitorio. Dopo un po’di anni rientra nella casa paterna ed incomincia la convivenza con i suoi fratelli Giacomo,Bernardo e la seconda moglie del padre,Lucrezia Petroni. Proprio con lei Beatrice viene di nuovo allontanata dalla casa paterna e rinchiusa nella Rocca di Pretella Salto (piccolo castello di proprietà dei principi Colonna),un paese tra Rieti e Avezzano.Tuttavia dopo appena un anno Francesco si diresse alla Rocca e le segregò in un appartamento facendone murare le porte e le finestre. Le due donne venivano nutrite attraverso uno sportellino. In questa situazione difficile, al limite della prigionia, Beatrice trovò un alleato nell’intendente di Casa Colonna ,Olimpio Calvetti (probabilmente suo amante) ed anche nel maniscalco Marzio da Fioran detto il Catalano… La situazione intanto continuava ad aggravarsi, le ripetute violenze(probabilmente anche carnali) di Francesco sulla giovane e disperata Beatrice,i debiti che continuavano ad accumularsi minavano la solidità economica della famiglia, la gotta,oltre agli altri problemi fisici, che attanagliavano il sempre irascibile Conte, portarono ad un sodalizio tra Lucrezia, Beatrice e i fratelli Giacomo e Bernardo (ancora bambino), anche loro ripetutamente maltrattati. Fu così che, il 9 settembre 1598, il Conte Francesco Cenci fu drogato con una grossa quantità di oppio ed ucciso a martellate sulla testa da Calvetti e Catalano. Per sviare le indagini il cadavere fu buttato, lanciandolo da un balcone, in un bosco a ridosso della Rocca. Il giorno dopo Lucrezia, Beatrice e i due complici tornarono a Roma…Purtroppo varie circostanze fecero rivelare l’omicidio e così Beatrice, Lucrezia e i fratelli dovettero affrontare un duro processo e la tortura… Malgrado i piu bravi difensori, Clemente VIII decise di punire gli assassini condannandoli a morte. Solo Bernardo ebbe la grazia e la condanna a morte commutata in prigionia. Fu cosi che l’11 settembre del 1599 Lucrezia e Beatrice furono portate al patibolo per essere decapitate, il povero Giacomo invece fu squartato. La folla era enorme, il caldo e l’afa comprimevano Roma e gli astanti. La giovane Beatrice che vestiva un mantello turchese, con sopra un drappo argentato,una veste viola e pantofole di velluto bianco,andò verso il patibolo dopo Lucrezia. Tolte le pantofole e salita sul palco si preparò all’esecuzione… Dopo un po’ di esitazione la mannaia cadde, la testa della ventiduenne si staccò dal corpo e Bernardo, costretto ad assistere, svenne… Moriva così la povera Beatrice Cenci… Il suo giovane corpo fu seppellito a San Pietro in Montorio. Tra i tanti spettatori del tragico spettacolo pare ci fosse anche 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐬𝐢 che da li a poco avrebbe dipinto, con ancora negli occhi il sangue di Beatrice, uno dei suoi Capolavori romani: “Giuditta decapita Oloferne… Il dipinto di Caravaggio,oggi conservato a Palazzo Barberini fu commissionato al Merisi, dal ricco banchiere, il Conte 𝐎𝐭𝐭𝐚𝐯𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚, come testimonia un documento datato 1602. Il quadro caravaggesco,già citato da 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐁𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 come opera dipinta “per li Signori Costi” ,fu uno dei preferiti dal Conte Ottavio tanto da tenerlo nascosto dietro una tenda di taffetà. Il dipinto rimase di proprietà dei discendenti Costa fino al 1846 anno in cui fu venduto all’asta e acquistato da Antonio del Cinque Quintili. Rimasto pressoché nascosto fino al 1951, quando Vincenzo Coppi (erede Quintili) lo fece restaurare da Pico Cellini che immediatamente lo segnalò a 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐋𝐨𝐧𝐠𝐡𝐢 il quale lo espose nella storica Mostra di Milano. Nel 1971 il quadro fu ceduto allo stato…Assieme a Caravaggio stava uno dei suoi più cari amici e colleghi, 𝐎𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞𝐬𝐜𝐡𝐢 che teneva in braccio la sua figlioletta 𝐀𝐫𝐭𝐞𝐦𝐢𝐬𝐢𝐚, che da poco aveva compiuto sei anni… Quella bambina, da grande diventerà la grande pittrice 𝐀𝐫𝐭𝐞𝐦𝐢𝐬𝐢𝐚 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞𝐬𝐜𝐡𝐢 ed anch’essa,crescendo, si ricorderà di quell’afoso 11 settembre 1599, quando la giovane Beatrice Cenci veniva barbaramente decapitata…

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••• 𝙡𝙖 𝙥𝙞𝙩𝙩𝙧𝙞𝙘𝙚 : 𝕲𝖎𝖓𝖊𝖛𝖗𝖆 𝕮𝖆𝖓𝖙𝖔𝖋𝖔𝖑𝖎 ( 𝕭𝖔𝖑𝖔𝖌𝖓𝖆, 1618-1672). Per anni ed anni il piccolo dipinto conservato alla 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢 a Roma fu attribuito al grande pittore bolognese 𝕲𝖚𝖎𝖉𝖔 𝕽𝖊𝖓𝖎 (𝕭𝖔𝖑𝖔𝖌𝖓𝖆,1575-1642) e per secoli il quadro che, presumibilmente, ritrae la giovane Beatrice Cenci influenzò pittori, scrittori e registi. Tuttavia la critica recente sposta l’attribuzione del dipinto alla quasi misconosciuta pittrice 𝕲𝖎𝖓𝖊𝖛𝖗𝖆 𝕮𝖆𝖓𝖙𝖔𝖋𝖔𝖑𝖎. La vicenda pittorica di Ginevra viene,per fortuna, delineata da Massimo Pulini (sua la monografia:”𝘎𝘪𝘯𝘦𝘷𝘳𝘢 𝘊𝘢𝘯𝘵𝘰𝘧𝘰𝘭𝘪.𝘓𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘳𝘪𝘯𝘢𝘴𝘤𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘵𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘉𝘰𝘭𝘰𝘨𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘚𝘦𝘪𝘤𝘦𝘯𝘵𝘰”)… La Cantofoli è pittrice delicata e citazionista. Tuttavia evidentemente riconoscibile. Vissuta per secoli all’ombra di Guido Reni, Francesco Gessi, Carlo Cignani e i Sirani padre e figlia, la Cantofoli riesce a filtrare gli insegnamenti iconografici anche di Domenichino, Cantarini ed il laccato Desubleo (pittore che adoro). Nata nel 1618 da Francesco Cantofoli e Ottavia Buldrini si avvicinò tardi alla pittura. Inizia, con tutta probabilità, il suo apprendistato presso la bottega di 𝕲𝖎𝖔𝖛𝖆𝖓𝖓𝖎 𝕬𝖓𝖉𝖗𝖊𝖆 𝕾𝖎𝖗𝖆𝖓𝖎… Anche la vita di Ginevra, come quella di Beatrice, ad un certo punto si colora di tinte noir… Dopo Andrea infatti la Cantofoli fu allieva della bella e giovane 𝕰𝖑𝖎𝖘𝖆𝖇𝖊𝖙𝖙𝖆 𝕾𝖎𝖗𝖆𝖓𝖎 che morì prematuramente. Ginevra, sua rivale in amore, fu sospettata ed accusata di omicidio ma fu provato che Elisabetta morì per una terribile ulcera perforante… La nostra pittrice invece ci lascerà , anni dopo, l’11 ottobre 1672…

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